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Alcuni nomi illustri In 130 anni di storia si sono avvicendati centinaia di docenti: fra questi molti nomi illustri anche a livello internazionale. L’eredità di Sgambati e Pinelli fu raccolta rispettivamente da Alfredo Casella e Arrigo Serato. Respighi, Pizzetti, Petrassi, Mortari resero prestigioso il corso superiore di composizione. Alla scuola di Direzione d’orchestra di Franco Ferrara accorsero allievi di ogni parte del mondo. Fra i grandi nomi del concertismo ricordiamo Carlo Zecchi, Guido Agosti, Ornella Puliti Santoliquido, Pina Carmirelli, Dino Asciolla, Enrico Mainardi, Severino Gazzelloni, Domenico Ceccarossi, Ferruccio Vignanelli, Egida Sartori, Fernando Germani, Per la classe di canto: Gemma Bellincioni, Antonio Cotogni, Bernardo Demuro, Paolo Silveri. Per la strumentazione per banda Alessandro Vessella. Fra i musicologi: Luigi Ronga, Nino Pirrotta, Mario Rinaldi, Massimo Bogianckino, Diego Carpitella, Bruno Cagli. Non mancano nomi illustri anche fra gli ex allievi: senza contare molti dei nomi sopracitati che prima di essere docenti furono anche allievi, ricordiamo almeno Giacomo Lauri Volpi, Mario Basiola, Vittorio Gui, Carlo Maria Giulini, Renzo Rossellini, Mario Rossi, Pierluigi Urbini, Gianluigi Gelmetti, Ennio Morricone, Paolo Bordoni, Mariella Devia, Giuseppe Sabbatini, ecc… nonché il divo della canzone Gianni Morandi. S’intende che non tutti gli allievi intrapresero la professione di musicista, un esempio per tutti l’allieva di pianoforte Anna Magnani che dopo cinque anni di studi intraprese, come sappiamo, un’altra carriera.
La biblioteca Si può dire che la biblioteca sia nata il 27 febbraio 1875, quando la Regia Accademia di Santa Cecilia nominò il primo bibliotecario nella persona di Adolfo Berwin. Negli scaffali dell’Accademia Berwin trovò "ottanta volumi all’incirca" ma la collezione fu rapidamente incrementata con l’acquisto da parte del Ministero della Pubblica Istruzione della ricca biblioteca dell’insegnante di canto Alessandro Orsini. Nel giugno 1877, tre mesi dopo l’inaugurazione del Liceo, il presidente Broglio poteva annunciare all’Assemblea dei soci ceciliani l’imminente apertura al pubblico della biblioteca " giusta l’ingiunzione fattane dal Ministero col quale dovrà fissarsi l’orario relativo". Al nucleo originario del fondo Orsini si aggiunsero , oltre ad intere collezioni donate dagli editori milanesi Giulio Ricordi e Giovannina Lucca, il fondo Giovan Battista Cencetti fondatore insieme a Leopoldo Ratti della omonima casa editrice romana. In tal modo nei primi tre anni di vita entrarono in biblioteca oltre 2000 volumi. Ma era ancora niente in confronto al vertiginoso incremento che si ebbe negli anni successivi. Infatti alla biblioteca fu concesso il deposito delle edizioni in base alla legge per il diritto d’autore che negli anni 1880-1925 fruttò ben 43.300 unità librarie. Una svolta storica per la biblioteca fu la creazione al suo interno della Sezione Governativa. Il regio decreto che la istituì (2.3.1882) disponeva che in tale sezione fossero "depositati tutti i libri, opuscoli e fogli stampati dal 1501 in poi riguardanti esclusivamente la musica" posseduti dalle biblioteche governative di Roma. Successivamente il Ministero acquistò per la Sezione governativa parte della Bibliotheca Burghesiana, che il principe Paolo Borghese mise all’asta nel 1892, nonche le partiture autografe di Bellini (Norma e Beatrice di Tenda) e diverse opere autografe di Pietro Raimondi. Altri oculati acquisti ministeriali consentirono poi la formazione di un’imponente collezione di libretti d’opera con l’acquisto dei 21.000 libretti della collezione Carvalhaes, di 6.000 libretti della collezione Silvestri e dei 4.000 libretti dei secoli XVII-XIX della raccolta Carotti. La Sezione Governativa crebbe rapidissimamente poi grazie alla legge sul "diritto di stampa" che dal 1883 fino ai giorni nostri disponeva la trasmissione alla biblioteca di tutte le edizioni musicali prodotte in tutto il territorio nazionale. Si creò così per la Biblioteca "S.Cecilia" una complessa situazione giuridica che la vedeva divisa in due sezioni con due diversi proprietari: la Sezione accademica di proprietà dell’Accademia e la Sezione governativa di proprietà statale. C’era inoltre il rapporto che, fin dalla sua costituzione, aveva legato la biblioteca alle scuole di musica patrocinate dall’Accademia: rapporto che, nello statuto del Liceo Musicale elaborato nel 1886 venne definitivamente sanzionato come segue: "Servono ad uso del Liceo la Biblioteca accademica e le opere di proprietà governativa depositate nella biblioteca medesima". Quando nel 1911 il Liceo Musicale venne eretto ad ente morale sovvenzionato dallo Stato, dalla Provincia e dal Comune di Roma, la sezione governativa gli fu annessa, mentre la sezione accademica, ospitata negli stessi locali continuò a "formare una sezione a parte pur essendone affidato il funzionamento agli stessi impiegati". Né la situazione mutò con la regificazione del Liceo avvenuta nel1919. Infatti, anche quando il patrimonio mobiliare dell’Istituto passò allo Stato, la sezione accademica continuò a restare a disposizione del Liceo. Quando nel 1923 il Liceo si trasformò in conservatorio, il nuovo istituto si trovò ad ereditare, fra le altre cose, anche l’onere e l’onore di gestire una biblioteca pubblica che fu denominata Biblioteca Musicale Governativa del Conservatorio di Musica "S.Cecilia". La direzione della biblioteca fu affidata al bibliotecario del conservatorio. Oggi la Biblioteca "S.Cecilia" (nome abbreviato) possiede circa 300.000 unità catalografiche distinte nelle due "sezioni" fra cui: 200.000 edizioni musicali e libri, 2.200 edizioni "rare" (1500-1820) fra cui 320 cinquecentine e 8 incunaboli, 11.000 manoscritti, 125 periodici estinti, 98 periodici in corso, 30.000 libretti, una discoteca composta da circa 2.500 unità fra LP, nastri, CD, video e audio cassette. La biblioteca aderisce fin dalla sua creazione al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e fa parte del "polo" gestito dalla Biblioteca dell’Archivio Capitolino. La banca dati SBN è consultabile da Internet.
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